giovedì 11 ottobre 2012

L'incipit come immagine

Piero Chiara (1913-1986)

L'uovo al cianuro

All'età di circa sessant'anni, il signor Pareille venne a stabilirsi nella nostra piccola città dove nessuno l'aveva mai visto prima. Qualche disgrazia, la vedovanza, un rovescio finanziario o diversi accidenti insieme, dovevano averlo indotto a cercare un luogo dove, risultando sconosciuto a tutti, avrebbe potuto iniziare o ricominciare un'attività, senza aver d'intorno l'ambiente e neppure l'atmosfera dentro la quale era scorsa la sua vita precedente. Con pochi mobili e un grosso baule caricati sopra il carretto a mano d'un facchino, arrivò dalla stazione a testa bassa dietro i suoi penati.



Provate a leggere a voce alta questo incipit.
Mi raccomando: fate attenzione alla punteggiatura. Leggete con enfasi, no, non troppa, poi… provate a immaginare il signor Pareille.
Immaginatelo e poi osservatelo. Come ha fatto Piero Chiara a farcelo vedere? La descrizione di questo personaggio è un’immagine.
È il disegno di un uomo che fugge da se stesso. Una buona descrizione è una piccola miniatura come questa che abbiamo appena letta.
Possiamo asserire che questo incipit “funziona” perché crea un’immagine condivisibile.

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