martedì 2 ottobre 2012

dell'incipit



Daniel Pennac (1944)

Comme un roman (Come un romanzo)
 

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"... il verbo "sognare"...
Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: "Amami!" "Sogna!" "Leggi!" "Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!"
"Sali in camera tua e leggi!"
Risultato?
Niente.
Si è addormentato sul libro. All'improvviso la finestra gli è apparsa aperta su qualcosa di desiderabile, e da lì è volato via, per sfuggire al libro. Ma è un sonno vigile, il libro è ancora aperto davanti a lui e se aprissimo la porta della sua camera, lo troveremmo seduto alla scrivania tutto preso dalla lettura.

(Traduzione: Yasmina Melaouah)


Iniziano già a giungere i primi esercizi!
Vi prego di dedicare a essi più tempo: non abbiate fretta!
Importante è svolgere il compito dato... gustandolo.
Ciò che vi ho richiesto, in privato, ha bisogno di tempo.
Immaginate di dover fare un dolce: aspettate che il lievito faccia il suo dovere!
Invito gli iscritti, che mi hanno già inviato il primo esercizio, a rileggere con attenzione il proprio elaborato e di fare lo stesso con il compito assegnato.
Fate soltanto ciò che vi viene richiesto.
V'invito a un necessario sacrificio: gettate a mare voi stessi!
Lo so: è tremendo! 
Rifate l'esercizio.
Scrivere è un mestiere molto duro. 

1 commento: