venerdì 18 novembre 2011

della citazione


"Il libro - sia romanzo saggio o poesia - deve coinvolgere al massimo l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato ma ti muta nell'essenza."
Giulio Einaudi

giovedì 17 novembre 2011

Un esercizio ben svolto!


"UN AMORE"


Autore: Dino Buzzati
Opera: romanzo
Spazio: Milano
Tempo: 1960 / 1962
Personaggi: principali Antonio Dorigo e Laide
                    secondari: Ermelina, Marcello
 intreccio
narratore: sia esterno che esterno


situazione iniziale: Antonio Dorigo, architetto e scenografo cinquantenne, va nella casa di appuntamenti della signora Ermelina e conosce Laide, una delle prostitute, una ragazza ventenne che lo conquista subito. Chiede infatti altri incontri con lei, che non intende dargli quella confidenza che lui vorrebbe. Parla poco della sua vita privata, e fin da subito Antonio, sotto sotto, intuisce che lei racconti bugie, ma non riesce a fare a meno di frequentarla.

Antonio si innamora come un ragazzino, pur sapendo che la differenza di posizione sociale, la differenza d'età  e l'indifferenza di lei, rendono impossibile questo amore, ma perde la testa e la dignità, aumenta la gelosia in proporzione all'aumentare della frequenza degli appuntamenti. L'intelligenza e la maturità sono ampiamente calpestate da questa ragazza tutto sommato non bellissima, non gentilissima con lui,non sempre disponibile...ma che l'ha conquistato e si è impadronita di lui più di quanto non vorrebbe ammettere lui stesso. Mi colpiscono pagine in cui descrive sia scene immaginarie, sia  descrizioni di reali scorci di Milano annullando la punteggiatura, quasi come se un pensiero prepotente non potesse essere interrotto neppure da una misera virgola nel suo esprimersi...

colpisce anche l'analisi che Antonio fa di questo amore: un amore che gli fa osservare la natura, la città e il suo solito ambiente con gli occhi di un innamorato che desidera solo condividere queste emozioni con la donna  amata. Antonio razionalmente sa che questo è un amore impossibile e come tale solo fonte di dolore, ma è un sentimento più forte di tutti i ragionamenti.  Infatti all'inizio è solo sesso, ma poi il sesso passa in secondo piano, è proprio amore

Laide riesce a far perdere la testa ad  Antonio tanto da farsi sistemare in un appartamento ,farsi pagare le ferie e, cosa peggiore e inqualificabile, tradirlo con Marcello e chissà con quanti altri uomini, con una spudoratezza mascherata da ingenuità e ostentata sincerità. Ogni tanto Antonio ha qualche sospetto, ma è talmente innamorato che crede a tutto ciò che Laide gli racconta o comunque  vuole crederle pur di non perderla. Accetta in pubblico di farsi chiamare zio, pur comprendendo che si rende ridicolo, a tutte le richieste di lei si piega pur di  continuare a vederla e frequentarla.

Continua così questa relazione, dolorosa per Antonio e redditizia per Laide, finchè lui si arrende all'evidenza e apre gli occhi sui tradimenti di lei. La lascia, ma per breve tempo: sta troppo male e, calpestando per l'ennesima volta la sua dignità,  sapendo che lei come sempre lo farà comunque stare male, la cerca e ricomincia a frequentarla.

Una notte, nel dormiveglia, Laide gli confida di essere incinta e...d'un tratto Antonio si placa, la vede con altri occhi, si autoconvince che forse è stata anche colpa sua se Laide mentiva e tradiva,  troppo geloso, troppo falso nella sua borghese visione dei ruoli ben distinti ,che forse la maternità la cambierà, che forse la tregua è arrivata per dargli un po' di pace, che forse  è arrivato il momento della felicità... e invece si sente svuotato, malinconico, stanco, è finita sì la tempesta ma è anche finita l'illusione di recuperare ciò che in amore lui non ha vissuto da giovane, per timidezza e per paura di essere rifiutato, o comunque come se per lui l'amore non fosse una cosa seria. Ora invece si rende conto di essere stato totalmente in balia di Laide, di non aver pensato per due anni alla morte, sua vecchia ossessione, merito della forza dell'amore. All'improvviso ci ripensa, segno che si è risvegliato da quel torpore in cui era precipitato, accecato da una ragazzina che ora è diventata adulta e mamma.



Secondo me questo romazo è interessante perchè racconta una vicenda che capita spesso da sempre anche nella realtà. E' molto credibile come un cinquantenne possa perdere la testa per una ragazza, soprattutto se non ha mai conosciuto il vero amore. Come Antonio, professionista intelligente , molti uomini di mezza età si innamorano in modo talmente totalizzante da non capire o non voler capire l'assurdità della situazione che stanno vivendo. Si adattano a qualsiasi compromesso, calpestano princìpi di una vita, strisciano letteralmente ai piedi di ragazze senza scrupoli. Interessante anche l'ambientazione: una grande città come Milano, di cui descrive piccoli quartieri periferici quasi sconosciuti anche a chi è residente, che supportano bugie raccontate dalla protagonista, che  rendono più vera una storia come questa.  E poi  l'eterno gioco delle parti in amore: il debole     e il forte, l'innocenza e la spregiudicatezza,    il comune pensare borghese nei confronti delle prostitute, l'effetto negativo che in questi casi procura l'amore in uomini maturi d'età ma molto fragili emotivamente. Molto apprezzabile è   lo scrivere in modo semplice, un linguaggio comprensibile a tutti, non volgare ma esplicito .


Ornella Olfi                                                                                                             

martedì 15 novembre 2011

impariamo a descrivere


Le descrizioni sono fondamentali in qualsiasi scritto anche se, spesso, vengono trascurate. Sono le descrizioni che ci forniscono preziose informazioni sull'ambiente esterno o intimo. Eppure è anche la parte che il lettore spesso tralascia di leggere perché, se non ben scritta, tende ad annoiare. Quindi è davvero fondamentale imparare bene a scrivere le descrizioni.
Possiamo avere molti tipi di descrizione. Lunghi monologhi del narratore in grado di durare parecchie pagine o magari solamente un inciso qua e là. 

Una descrizione non è un sistema di parole che deve racchiudere la percezione di una realtà sensibile posta sotto gli occhi del lettore.

Una descrizione funzionale alla storia che stiamo raccontando deve contenere invece  una fitta serie di elementi ‘drammatici’ che contribuisce a costruire i nostri personaggi nell’ambiente nel quale  abbiamo deciso di farli  vivere (o hanno deciso).

La descrizione di un ambiente o di un personaggio non deve solo contenere le componenti del racconto ed esprimere il tema della storia, ma deve anche catturare l'attenzione e la fantasia del lettore.

ri-crea-attivo

Inizieremo un percorso nella descrizione.
Vi invito a osservare e a farvi osservare dall'opera "Avanti Popolo" di Erminio Ariano.
Guardate, fatevi guardare.
Lasciatevi cullare!

lunedì 14 novembre 2011

della citazione

La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati.
Cartesio

giovedì 10 novembre 2011

per riassumere


Il PUNTO DI VISTA 

La focalizzazione è una delle chiavi di lettura di qualsiasi opera letteraria.
La focalizzazione passa per:

a)     il narratore esterno con focalizzazione zero
b)     il narratore esterno con focalizzazione esterna
c)      il narratore interno

 Il narratore esterno  con focalizzazione zero è detto onnisciente perché sa tutto.
Un narratore onnisciente può iniziare il suo racconto partendo da qualsiasi punto della storia e muoversi agilmente tra flashback e anticipazioni; così come un narratore protagonista, può raccontare al passato una vicenda già accaduta, volgendosi indietro nel tempo; i verbi al presente, viceversa, daranno al lettore la sensazione che la storia si stia svolgendo davanti ai suoi occhi nell’esatto momento in cui sfoglia le pagine del libro, dandogli la consapevolezza che qualsiasi cosa potrebbe accadere.
La storia è narrata in terza persona ed i tempi verbali sono prevalentemente al passato.  Ha la possibilità di fare delle divagazioni, di riflettere, o far riflettere. Sovente interviene con giudizi, più o meno celati, chiarendo meglio le singole situazioni.
Ha il vantaggio di poter descrivere dall’esterno i personaggi, dando una falsa idea di oggettività, di poter dire ciò che avviene in più luoghi anche simultaneamente, fare previsioni rispetto a quanto deve ancora accadere, descrivere accuratamente i desideri più nascosti di ogni personaggio.
 Il narratore esterno a focalizzazione esterna racconta sempre in terza persona, ma è molto più distaccato del primo. Racconta solo ciò che vede, cercando di essere il più possibile oggettivo. I sentimenti delle persone sono dimostrate dagli atti compiuti dai personaggi dei quali sa e dice solo ciò che fanno. Fa un uso abbondante dei dialoghi e le sue riflessioni sono poste sotto la forma dell’ipotesi e dell’interpretazione.
Il narratore interno potrebbe essere il protagonista stesso a raccontare in prima persona la sua storia, o anche un testimone che ha assistito all’evolversi della vicenda.
È chiaro che chi legge avrà una conoscenza dei fatti limitata alla diretta esperienza del narratore-personaggio; ogni evento sarà filtrato dal suo giudizio e non sapremo nulla di più o di meno di ciò che è già di sua conoscenza.

dell'incipit

San Gennaro non dice mai no 

di Giuseppe Marotta (1902 – 1963) 

scrittore e sceneggiatore italiano


Sono contento, pensai, che mi capiti di andare a Napoli proprio in questi giorni, prima che finisca il mese di marzo.
In marzo a Napoli è una città bambina, con le violette in mano, che va a fare la sua prima comunione. Chiede indulgenza per i suoi peccatucci invernali – una incipriatura di neve il 29 dicembre, pioggia e vento nell'ultima settimana di gennaio, uno scivolone il 15 febbraio all'Arco Mirelli con frattura del femore eccetera –, mea culpa dice sfavillando in ogni vetro di finestra, riceve l'assoluzione, riceve come sacramento un sole purissimo, un sole particolare; e infine si alza, strizza l'occhio a una nuvoletta che è apparsa dietro il Vesuvio, conta fino a sessanta.