lunedì 1 ottobre 2012

Lettera a...



Se una notte d'inverno un viaggiatore

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: "No, non voglio vedere la televisione!" Alza la voce, se no non ti sentono: "Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!" Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: "Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!" O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.  
(Italo Calvino)


Benvenuti a tutti gli iscritti e le iscritte de “Le Lettere di Alice”!
Grazie per l’iscrizione e per la fiducia data: auguro che questo corso sia per tutti molto divertente e fruttuoso.
Oggi parte ufficialmente “Le Lettere di Alice”.
Il Corso è già iniziato con l’incipit in alto.
Lo avete letto, ora rileggetelo. No!
No! Non abbiate fretta! Prima di farlo - e magari rifarlo - conosciamo da vicino l’incipit (voce lat.; in it. s.m. inv.)
   1 Nei manoscritti e negli incunaboli, prima parola della formula, posta a capo dell'opera, che annunciava il titolo dell'opera e il nome dell'autore
    2 Parole con cui inizia un testo
    3 Battute, note iniziali di un brano
Nei codici antichi era la formula che si poneva al principio di un'opera o di parte di essa, con l'indicazione del titolo e del nome dell'autore: Incipit liber primus de remediis utriusque fortune Francisci Petrarche, comincia il primo libro sui rimedi dell'una e dell'altra sorte di Francesco Petrarca. Dante, presentando l'autobiografia sentimentale della sua giovinezza, esordisce Incipit Vita Nova, incomincia la Vita Nuova. Più genericamente l'incipit indica le parole iniziali di un testo, di un canto.
Incipit da incipere significa: incomincia qui.
Oggi l’incipit è la tecnica per agganciare il lettore al libro. Serve a instaurare un legame di complicità tra il lettore e lo scrittore.
È quindi giusto dedicare tempo e cura alla scelta dell’incipit.
Un inizio troppo diretto potrebbe disturbare, risultare invadente o violento.
È evidente che per legare il lettore alla finzione narrativa è necessario sbrigarsi.
È necessario innescare un meccanismo di riconoscimento e di attesa.
Alla prima riga spettano i compiti più impegnativi quelli di creare l’atmosfera; introdurci nell’argomento e farci intuire il tono con il quale sarà espresso.
L’incipit di Calvino è ideale.
Ora possiamo rileggerlo e analizzarlo criticamente.
Calvino ha scoperto che, per affrontare la pagina bianca e plasmare l’esperenza della narrazione “a dimensione lettore”, può essere vincente la scelta di partire proprio dal fruitore: in fondo essere coinvolti in prima persona genera naturalmente attenzione. È una specie di camera look (sguardo in macchina) che naturalmente rende complici degli accadimenti del narrato.
In fondo non si può prescindere dal lettore.
La scrittura (a partire dall’incipit) è una lettera a…

(tutti gli iscritti al Corso riceveranno in giornata il primo esercizio dedicato al tema).

Buone Lettere di Alice a tutti/e!
Milena

N.B.: vi ricordo che il Corso è a numero chiuso; possono iscriversi ancora quattro corsisti.



sabato 1 settembre 2012

Al via il Nuovo Corso "LE LETTERE DI ALICE"




(Le erano successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili. Lewis Carroll)


 dell’Associazione Artistica e Letteraria
“Gli Occhi di Argo”
tenuto da
Milena Esposito




Il Corso è gratuito ed è on-line all’indirizzo: http://leletteredialice.blogspot.com/, si svolgerà dal 1°Ottobre 2012 al 1°Febbraio 2013.
È possibile iscriversi in qualsiasi momento e svolgere tutti gli esercizi arretrati.
La quota, di 50,00 euro, va versata esclusivamente se si vuole far parte del gruppo a numero chiuso; se s’intende usufruire di correzioni, note e suggerimenti privati e personalizzati via e-mail e se, svolgendo almeno sei esercizi, si vuole ottenere un attestato rilasciato dall’”Gli Occhi di Argo” e firmato dal tutor.
Se si è interessati basta inviare una e.mail per chiedere tutte le informazioni a: occhidiargo@hotmail.it 


Programma

L'incipit
Strumenti per la narrazione
Scrivere di sé - Autobiografia: istruzioni d'uso
Lettore cercasi
Il dialogo
Parole irreali
I grandi personaggi - Archetipi
Personaggi secondari
La voce dei Maestri
Dalla Storia all'Intreccio
Questioni di Punto Di Vista


Trainer
Milena Esposito si è diplomata attrice presso la scuola triennale “Ennio Balbo” di Agropoli (SA).
Ha partecipato a numerosi corsi nazionali sull’educazione al teatro e ai linguaggi espressivi.
È ideatrice del Concorso Nazionale per micro-racconti “Il Cielo in una… Stronza!”.
È editore, scrittrice, narratrice e poetessa. È docente attenta alla didattica di genere e attiva per la realizzazione delle pari opportunità.
Ha organizzato e gestito laboratori-spettacolo per docenti di ogni ordine e grado e vari corsi nazionali di scrittura creativa.
Realizza e cura progetti culturali presso enti pubblici e privati.
Ha partecipato ai corsi di scrittura di Edgardo Bellini e Pino Imperatore.
Iscritta a Caleidoscopio di Elisabetta Manfucci e a stage di Antonella Cilento.
È trainer di corsi di scrittura ludo/creativa “Le Lettere di Alice” e ha messo a punto il metodo ri-crea-attivo.
È dedita al teatro, alla scrittura umoristica ed interiore, spesso si è ispirata al patrimonio popolare di ricerca storica e mitologica. È attiva nelle Discipline dello Spettacolo e della Scrittura, esperta di tradizioni popolari, narratrice per passione. Ha scritto molti racconti editi da effed’i (fabbrica d’idee) ed ha collaborato con diversi giornali della Provincia di Salerno.
È autrice e promotrice di numerose iniziative ed eventi culturali del Cilento in provincia di Salerno.
È formatrice teatrale, ha saputo sviluppare un'originale ricerca attoriale e registica sulle contaminazioni musicali, le interferenze fra teatro e tradizione, intese come suono vocale, parola evocata, musicalità cilentana, vibrazione semantica e musica di ricerca, creando una serie di eventi con musicisti ed attori di varia estrazione e natura.
Ha scritto le opere teatrali rappresentate: "Luisa, ovvero l'involontaria. La storia vera di Luisa Sanfelice", "Qand'è bello lo sapere candare", “Poncho Purpureo”, “Bocca di Rosa” e “Strega”.
Ha pubblicato i romanzi “Come Miele d’Autunno” e “Luisa Sanfelice” per Fabbrica d’Idee.
Ha scritto varie raccolte poetiche, pubblicando "Lucifer" e "La Venere Impulsiva".
Ha scritto per il cinema e per il teatro numerose opere anche non rappresentate.
Si è avvicinata al mondo cinematografico recentemente, occupandosi della stesura di originali sceneggiature a livello sperimentale come “La Boccetta dell’ Amore” e “Murales”(rappresentata a Teatro).
È artista impegnata nel sociale, attiva contro la violenza sulle donne, propugnatrice del diritto alla solitudine e al conforto delle donne.
Presente in diverse realtà associazionistiche, cura personalmente multiformi contesti di scambio e sviluppo culturale, di umanità e di sensibilizzazione.
È fondatrice di varie associazioni artistico-letterarie, tra le quali “Arte e Parte” e “Gli Occhi di Argo”.



"Quando ci ricordiamo che siamo tutti pazzi,
 i misteri svaniscono e la vita si spiega"
Mark Twain

giovedì 2 febbraio 2012

Il Corso

è terminato!
Miei cari,
il primo febbraio è ufficialmente terminato il Corso, resto, ovviamente a disposizione di tutti voi all'indirizzo e.mail: occhidiargo@hotmail.it
Desidero ringraziare le numerose persone che hanno seguito il Corso, contribuendo con la loro preziosa opera all'arricchimento collettivo.
Nei prossimi giorni provvederemo a inviarvi l'Attestato.





mercoledì 25 gennaio 2012

Gli Occhi di Argo: In evidenza

Gli Occhi di Argo: In evidenza: Concorso letterario dedicato agli Angeli "Scritto nel Vento" I Edizione 1) L'associazione artistica e letteraria “Gli Occhi di A...

lunedì 23 gennaio 2012

Vi suggerisco

di leggere attentamente questa pagina e le altre che troverete "linkate" in fondo.
Quando parliamo di narrazione non possiamo prescindere dalla scelta iniziale del punto di vista.
Quando ci dedichiamo alla scrittura dobbiamo sempre porci una serie d'interrogativi; ad esempio: perché?
Perché scrivere? Cosa si vuole comunicare e come? Chi? Chi è il più indicato a parlare di questo argomento?
Se leggete attentamente le pagine che vi ho segnalato vi renderete conto che è necessario conoscere pure la teoria oltre la pratica dello scrivere.
Abituarsi a capire come funziona ciò che funziona :-) può esserci di grande aiuto.
Talvolta capita di avere buone idee, ma manca la "conoscenza del mestiere" dello scrittore.
Imparare a svelare i segreti è ciò che in questi mesi abbiamo fatto, ma è un lungo lavoro e soprattutto, col tempo, deve diventare sempre più un lavoro individuale, perché una volta che si è appresa la teoria, bisogna metterla in pratica.
Esercitatevi sempre a scrivere, ma soprattutto esercitatevi sempre a leggere: leggendo svelate i piccoli trucchi del mestiere, capite cosa vi piace, imparate dagli errori degli altri e poi, con maggiore cognizione, scrivete.
Le cose belle si scrivono, divertendoci...

sabato 21 gennaio 2012

Rose rosse van!

Ecco di cosa vi scrivo oggi: dei colori!
Avete mai pensato che scrivere è come colorare? Avete mai pensato alla vostra penna come a una tavolozza del pittore?
Bene: è il caso di farlo.
La scrittura per non essere piatta, non essere banale, ha bisogno di colori!
Come si colorano le parole?
La risposta è semplice: leggendo!
Sto leggendo alcune novelle di Giuseppe Marotta tratte dal libro Quattro novelle e un intermezzo di liriche.
La canzone del poeta minimo (una delle novelle, pubblicata nel ’22) ci fornisce un ottimo esempio di parola colorata.
Pare che, l’autore, ricercasse le sue parole con gran lavorio, che le scegliesse meticolosamente e dedicando tutto il suo tempo alla stesura dei mirabili racconti, ma alla fine, ciò che della sua scrittura colpisce è la leggerezza, la soavità delle immagini che limpide e colorate si stagliano davanti ai nostri occhi.
Eccoli i colori, ecco le visioni!
Per scrivere bene, bisogna leggere.
Ma leggere “tecnicamente”, capire, cercare di capire cosa ci affascina, cosa ci piace di altri scrittori, non certo per emulare, ma per capire “il funzionamento”.
Vi dico che i colori funzionano benissimo, leggere per credere!
È questo un fine settimana ottimo per dedicarsi alle buone letture.
Di seguito vi segnalo un piccolo elenco di scritti deliziosi.
Bel Ami e tutti i racconti di Guy de Maupassant;
5 romanzi di Calvino (“Il sentiero dei nidi di ragno”, “I nostri antenati”, “Il destino dei castelli incrociati”, “Le città invisibili”, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”);
Qualcosa di Dino Buzzati (soprattutto La Boutique del mistero, dove c’è il Colombre!)
 “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini;
“I racconti del grottesco e dell'arabesco” di Edgar Allan Poe;
“Il resto di niente” di Enzo Striano;
“Margherita Dolcevita” e ”Il bar sotto il mare” di Stefano Benni
“L'Ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon;
Tutto Pennac (in particolare "Signori Bambini");
“Il ritratto di Dorian Grey” e “Il principe felice” di Oscar Wilde;
“Il delta di venere” di Anais Nin;
Tutti i racconti di Katherine Mansfield.
Cercate i colori!

giovedì 19 gennaio 2012

Rompere il giocattolo


L'obiettivo di risultare piacevoli è sicuramente una prerogativa di coloro che desiderano avere successo con la scrittura. È esattamente l'obiettivo di chi ha interesse a conquistare il consenso dei propri lettori. Nella scrittura è essenziale che il potenziale lettore riconosca nel messaggio il proprio modo di pensare. Così, alcuni luoghi comuni possono creare interesse per gli scritti. Ma attenzione: lo sfruttamento di luoghi comuni, riguardanti ceti sociali, popolazioni geografiche o razze, può fomentare risentimento, sospetto, ostilità fino a sfiorare o raggiungere il razzismo. È ipotizzabile perfino che, quando vi sia un interesse rilevante, alcuni luoghi comuni siano costruiti e diffusi ad arte, per poterli opportunamente sfruttare quando consolidati.
Come la condivisione di un luogo comune crea fratellanza, così la negazione di un luogo comune è sgradevole, analogamente alla violazione della regola di un gioco. Chi vuole negare un luogo comune dev'essere eccezionalmente documentato e molto convincente; l'evidenza dev'essere palese, immediata e completa, e non può essere atteso alcun sostegno né alcuna attrazione. Ogni singola certezza a sostegno del luogo comune, anche se di circostanza, poco documentata, statisticamente irrilevante sarà utilizzata contro l'eretico. Anche di fronte a una plausibilità soverchiante e a un'evidenza palese, il risentimento verso colui che rompe il giocattolo del luogo comune è tale, che molti mantengono la propria idea nonostante tutto, come se l'oggetto del luogo comune fosse oggetto di fede invece che cosa documentabile, o come se si avesse il diritto di difendere la propria libertà di opinione anche dalla concreta evidenza dei fatti.
È necessario che chi scrive sia molto cosciente di detenere un potere sconfinato.
Ha dalla sua una serie infinita di mezzi e “sotterfugi”.
Chi scrive deve essere ben consapevole di questo.